Riprendendo la tradizione dei Cichéti, termine che deriva dal latino “ciccus” che significa piccola quantità, italianizzato in cicchetti, oppure volendo parlare anche di Spunciotti, Spunci, Spuncetti, Spuntini, Spuncioni, termini che nascono da “spunciar”, ovvero “pungere” con lo stuzzicadente (unica “posata” concessa nei bacari per gustare i Cichéti), questa settimana ci siamo occupati di uno degli Spunciotti più classici della tradizione veneziana e veneta: le sardine diliscate, impanate e fritte.

Un piatto povero ma che ha fatto grande la tradizione del territorio. Quando si cammina tra le calli di Venezia, soprattutto in certi Sestrieri, rinomati ancora per i loro bacari, le sarde fritte sono uno dei Cichéti che si incontrano con maggiore frequenza. Quasi tutti a Venezia le fanno in modo molto semplice, ovvero lavate, pulite e poi infarinate e fritte in olio bollente. Questa procedura viene eseguita per esaltarne il sapore.

La tradizione, infatti, mostra il cibo nella sua essenza più pura. Non c’è bacaro a Venezia che non ne sia provvisto. Doveroso addentrarsi tra le calli verso le 10.00/11.00 del mattino, quando la vita conviviale di Venezia si anima e il profumo dei Cichéti si fa strada tra gli anfratti della Città. Un’ombra de vin accompagna obbligatoriamente ogni degustazione dei Cichéti.

Noi le proponiamo con la nostra collezione di Spunciotti rispettando la procedura che prevede: pulizia delle sardine, immersione nell’uovo, passaggio nel pangrattato e poi fritte. Si presentano con uno spicchio di limone da sole o in compagnia agli altri Cichéti di tradizione.

Vieni a provarle!