Rénga de na volta

«A i me tempi se magnava quatro fete de polenta brustolà e na rénga pica via in meso o sora la tola… ma solo par pociare! Parchè, finìa la polenta, la mama fasea sparire ea renga che, co’ na scaldadina e do giosse de oio, ea giovava ancora. E vanti cussì più che se podèa…». (Euganeamente,< https://www.euganeamente.it/poenta-e-renga/)>, consultato il 01/03/20)

Ogni anno in questo periodo, alle porte di Verona, si svolge la tradizionale festa della rénga; un evento di lunga tradizione che coincide con la settimana delle ceneri e con la chiusura dei festeggiamenti del carnevale di Verona. Questo piatto, infatti, della cucina veronese viene servito da decenni a Parona (Vr), il mercoledì delle ceneri e appunto durante i festeggiamenti.
Il tradizionale evento porta con sé un racconto molto bello, la narrazione di un veneto antico ma ancora presente nella nostra quotidianità. Si racconta infatti che all’epoca il fiume Adige accoglieva nelle sue calme acque i burchi, imbarcazioni che trasportavano il pesce. Durante i fine settimana la navigazione del fiume era sospesa a causa della chiusura doganale, quindi i burchieri sostavano al porto di Parona, al tempo importante scalo fluviale. I conduttori delle imbarcazioni prenotavano pertanto nelle locande, chiedendo alle “parone” (le padrone, le locandiere in dialetto veronese) di cucinare le aringhe che trasportavano nelle imbarcazioni. Inoltre chi non poteva pagare l’alloggio lasciava, come forma di baratto, una cassetta di pesce, molto spesso di aringhe affumicate sotto sale. Ed ecco che nelle varie osterie impararono a cucinare e a servire questo gustoso pesce. La rénga è un piatto tipico povero ma nutriente e semplice da conservare. Viene servito solitamente con polenta abbrustolita.

Festa della Rénga – Parona (Vr)

Qualcuno si chiederà come mai noi della trattoria Orazio abbiamo deciso di parlare di una festa che si celebra a 100 chilometri da Padova. La missione del titolare Simone è esemplare, innovativa ed etica: il suo desiderio è quello di diffondere attraverso un’offerta ricercata e qualitativa la cultura enogastronomica del Veneto, regione dalle innumerevoli e interessanti sfaccettature; ricca di storia, cultura, arte e passione culinaria.
Abbiamo voluto esaltare questo piatto povero della cucina regionale proponendolo in trattoria dal 06 marzo per tutta la settimana a seguire, abbinandolo ad un importante vino della Valpolicella: “Pozzetto” Valpolicella Classico delle Tenute Ugolini di Fumane (Vr).
Il nostro sommelier Denis ha dedicato a questo vino un racconto particolare.
Il “Pozzetto” è il Valpolicella Classico dell’Azienda Tenute Ugolini, situata in una delle valli più belle del veronese, nel cuore di Fumane. Questo vino è composto da ben sei uve: corvina, gentile, corvina grossa, rondinella, molinara, croatina e ancellotta.
Il “Pozzetto” è un vino fresco, dal colore brillante; matura in acciaio e questo lo rende un vino schietto che non ha bisogno di farsi attendere.
Le tipiche note di piccoli frutti rossi freschi, la leggera speziatura, ma soprattutto la particolare nota di ciliegia, gli donano un’eleganza a naso ed in bocca che pochi vini possono vantare.
Mi viene spesso chiesto a cosa abbinare o in che occasione bere questo meraviglioso Valpolicella. Le infinità di abbinamenti rendono questo vino duttile e piacevole in molte occasioni. Se penso però al mio sentire personale, ad un abbinamento istintivo, che nasce dal cuore e dall’anima, una delle prime sensazioni che assocerei al “Pozzetto” sono le piovose domeniche pomeriggio, quando prima di cena ci si ritrova con gli amici a mangiare la tipica polpetta e qualche “spunciotto”, ovvero un momento di convivialità fatto di atmosfere calde e serene che si sposano perfettamente con la profondità che dona questo vino.

Poenta e Rénga – “Pozzetto” Valpolicella Classico Tenute Ugolini di Fumane (Vr)
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