Le tradizioni rappresentano uno zoccolo duro della nostra società.
Fortunatamente le profonde origini di ciascuna festività, che si perdono nella notte dei tempi, sono vivamente presenti ancor oggi nella nostra quotidianità. L’essere umano ha bisogno di questo, ha bisogno di simboli archetipici che lo riportino continuamente alle origini ancestrali della vita.
Davanti, quindi, ad una situazione socialmente instabile come quella odierna, le tradizioni ci spingono a fare un passo dentro noi stessi, alla ricerca di sensazioni e motivazioni che ci aiutano a vedere altro. Le tradizioni, difatti, fanno parte di quel viaggio infinito tra passato e presente e hanno la capacità di farci vivere l’eterno.

In questo periodo dell’anno, capita spesso a noi veneti, ma presumo a tutti noi italiani, di ritornare un po’ bambini grazie ai travestimenti del Carnevale. Si chiudono le festività natalizie con l’Epifania e si entra nel periodo di Carnevale, per poi ritornare successivamente in un periodo in cui ci si dedica alla contemplazione, come vuole il periodo della Quaresima per la cristianità.
Carnevale, il suo nome deriva dal latino “carnem levare” che sta ad indicare il banchetto che si teneva il martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale, prima del mercoledì delle ceneri, dopo il quale iniziava il periodo di purificazione che preparava all’arrivo della Pasqua.
Sicuramente vestito di cristianità, il Carnevale affonda però le sue origini ai tempi dell’antichità greca e latina; febbraio, infatti, era anche allora un mese dedicato alla purificazione e alla rinascita, nel quale appunto si celebravano riti e feste per la fertilità delle donne, degli uomini e della Terra.

Oggi siamo abituati a vivere solo la bellezza estetica del Carnevale, i nostri occhi sono allenati a vedere solo sfarzosi costumi in maschera tra calli, campielli e in palazzi veneziani il cui biglietto d’ingresso è direi alquanto impopolare; mentre le origini del Carnevale, avevano l’obiettivo di livellare le classi sociali e rendere possibile uno scambio alla pari di tutti i partecipanti. Qualcosa, invece, è rimasto intatto con il passare dei secoli, ovvero i dolci caratteristici di questo periodo: frittelle, galani e castagnole, un tripudio di semplice dolcezze che ci riportano a ricordi semplici e umili.
Quest’anno di sicuro il Carnevale non sarà raccontato attraverso feste costosissime organizzate nei palazzi storici di Venezia, ma potrà essere vissuto con goliardica festosità dietro le quinte, dentro le nostre case con serate tra amici e famigliari, con qualche buon piatto e i dolci tradizionali.

Raccontandoti questa festa abbiamo pensato, per questo fine settimana, di coccolarti con un menù speciale adornato di morbide frittelle di Orazio impreziosite di crema al mascarpone, quella crema tanto decantata dai nostri amici commensali che rende il nostro tiramisù così buono e godurioso.

 

Il nostro menù di sabato 23 e domenica 24
(riceviamo prenotazioni fino alla serata di sabato 23)

Sarde in saor con polenta
Pasticcio con salmone, carciofi e patate
Seppie nere alla veneziana con polenta
Frittelle di Orazio

Menù completo Asporto 27€

Menù completo Delivery 30€

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