Siamo quasi alla fine di aprile, a cavallo tra i due mesi dedicati all’asparago, un frutto della terra che si manifesta in due colori e in due gusti: verde e bianco, dolce e amarognolo.
In diverse parti del Veneto l’asparago ha trovato luogo ideale per sbocciare e dare vita ad una produzione di alto livello qualitativo, diventando tra le eccellenze del territorio della Regione, certificato con i marchi IGP e DOP.
Quasi tutti conoscono l’asparago bianco di Cimadolmo IGP, quelli di Badoere IGP, l’asparago bianco di Bassano del Grappa DOP; esistono, altresì, luoghi in Veneto in cui gli asparagi non hanno ancora avuto la certificazione, ma che rappresentano un elemento distintivo del posto in cui vengono coltivati.

Oggi, infatti, ti porteremo a conoscere due luoghi incantevoli in cui, anche in queste circostanze, i corsi d’acqua sono elemento essenziale per la fioritura di questo ortaggio.

La prima tappa è dedicata al Litorale del Cavallino-Treporti (VE). Tra i colori pastello della Laguna e i colori più accesi del Mar Adriatico sorge questo lembo di terra in cui è sovrana la natura. Tra silenzi mistici, “barene” e valli ricche di pesce e di uccelli migratori, il Litorale, oltre ad essere conosciuto per l’inestimabile valore paesaggistico di incontrastata bellezza, è noto per le sue peculiarità relative all’agricoltura: luogo ideale per la coltivazione naturale e biologica di frutta e verdura. Tra questi spazi di pace ancestrale, immersi tra litorali di sabbia, pinete selvagge e la Laguna di Venezia viene coltivata, dagli inizi dell’Ottocento, una varietà di asparago verde detto “Montine”.  Le “Montine” dette anche in gergo dialettale “sparesee” hanno un colore verde intenso con sfumature violacee e sapore delicatamente amarognolo. Sono la base di piatti semplici ma ricchi di sostanze nutritive. Uno degli abbinamenti più conosciuti è quello dei “vovi e sparesee”; perfette anche come base per risotti, per le frittate e come contorno. Il prossimo anno, il primo di Maggio, si festeggerà il 50° anniversario della “festa dea sparesea” del Cavallino-Treporti, un omaggio ad uno degli ortaggi più amati del territorio.

Lasciamo il litorale selvaggio per immergerci nella Zona delle Terme Euganee, altra terra di meraviglie naturali situata tra i Colli Euganei e la fertile Pianura Padana. In questi territori, bagnati sotterraneamente dalle acque termali che sgorgano ad una temperatura di 80° circa nei comuni di Abano, Montegrotto e Galzignano Terme, nasce un’altra varietà di asparago. Ritorna anche in questo luogo il principio essenziale dell’acqua, come elemento fondamentale per la coltivazione degli asparagi. In questa circostanza i corsi d’acqua sono sotterranei, ma le terre “bagnate” internamente da queste sapienti acque del benessere creano un perfetto eco-sistema, idoneo alla coltivazione dell’asparago bianco precoce e di quello verde di Pernumia (PD).
È risaputo che la caratteristica di questo asparago è la sua bassa fibrosità che lo rende molto versatile in cucina e lo rende adatto ad ogni tipo di preparazione.

 

 

Nel 2020 è nato il Consorzio per la tutela dell’asparago di Pernumia con l’obiettivo di valorizzare l’asparago “…favorendo il diffondersi della conoscenza del prodotto e della tipicità del territorio…” (da Consorzio dell’Asparago di Pernumia) offrendo al cliente la garanzia e la certificazione del prodotto.

Quest’anno per i nostri piatti abbiamo scelto l’asparago bianco di Pernumia che potrete trovare tra le proposte del nostro menù di questo periodo.

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